Sara Mengoni Psicologa
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Amico immaginario: perché i bambini lo creano e come gestirlo?

amico immaginario

Se i vostri figli pretendono che venga aggiunto un posto a tavola o che venga fatto un po’ di spazio in auto non dovete preoccuparvi, si tratta dell’amico immaginario. Quasi tutti i bambini, nei primi anni di vita, con la loro fantasia creano un compagno immaginario con il quale giocare.

Si tratta per l’appunto di un bambino invisibile, solitamente della stessa età di vostro figlio, che ha anche un nome. C’è da preoccuparsi? In linea di massima no, poiché è una forma di difesa del bambino che piano piano inizia a conoscere il mondo esterno.

Perché i bambini creano un amico immaginario?

Nella psicologia l’amico immaginario assume vari significati, ognuno dei quali contribuisce a costruire l’identità del piccolo. Questa figura, partorita esclusivamente dalla fantasia del bambino, funge da ponte di collegamento tra la realtà interna del piccolo, con i suoi pensieri e la sua visione del mondo, con la realtà esterna popolata dagli adulti.

Tramite l’amico immaginario il bambino spesso esterna le sue paure, le sue emozioni, le sue preoccupazioni e tutte le sue gioie. In questo modo il bambino non si “espone” e comunica in maniera indiretta sentimenti che possono essere troppo intensi o dolorosi.

Inoltre il compagno immaginario nei bambini li aiuta a sentire meno soli e non è escluso che possa essere “inventato” per affrontare un trauma o una situazione spiacevole. In tale ottica il compagno immaginario può anche essere considerato un porto sicuro dove rifugiarsi.

In un certo senso questo amico di fantasia può essere considerato l’alter ego del bambino, proiettandolo così verso il mondo esterno e aiutandolo a costruire la sua identità, il suo super io.

Come devono comportarsi i genitori?

Quindi come devono comportarsi i genitori? Bisogna intervenire oppure no? Come detto si tratta di una situazione piuttosto frequente tra i bambini, quindi non c’è da preoccuparsi. Non bisogna però pensare che l’amico immaginario sia un semplice sostituto degli amici reali, né tanto meno pensare che sia nato da una forma di immaginazione nevrotica.

Il bambino crea un amico immaginario per restare in contatto con la realtà e trovare una scorciatoia per affrontare i problemi della vita. Il piccolo sta iniziando a conoscere il mondo esterno, che può presentare insidie, trappole e pericoli e ogni tanto preferisce rifugiarsi nel mondo della sua fantasia per esaudire i suoi desideri.

I figli quindi devono essere lasciati liberi di far andare a briglie sciolte la loro fantasia, un esercizio emotivo e mentale che li aiuta a creare la loro identità. Non bisogna quindi convincere il bimbo che non esiste alcun amico immaginario, né fargli troppe domande da adulti. L’unica cosa che i genitori possono fare è prendere atto che esiste nella mente del bambino un amico immaginario, con il quale giocare e interagire di tanto in tanto.

Si tratta di un processo che si interromperà autonomamente quando il bambino crescerà e ormai ha imparato a controllare e gestire le sue paure. Tuttavia ci sono rari casi in cui l’amico immaginario può continuare a persistere anche in età adulta, ma vive solo nella mente dell’adulto e non si manifesta agli altri nella vita pratica.

Luglio 30, 2024/0 Commenti/da fracirfer
https://www.saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/07/amico-immaginario.jpg 1080 1080 fracirfer https://saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/02/logo.jpg fracirfer2024-07-30 10:09:442024-07-30 10:09:44Amico immaginario: perché i bambini lo creano e come gestirlo?

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Dott.ssa Sara Mengoni
Psicologia dell’età evolutiva
Psicologia Scolastica
Psicoterapia

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