Sara Mengoni Psicologa
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Tag Archivio per: gratificazione ritardata

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Gratificazione ritardata nei bambini: cos’è, come gestirla e quali sono i benefici

Gratificazione ritardata nei bambini

La gratificazione ritardata è un meccanismo del cervello che ci spinge a rimandare i piaceri, facendo prima i doveri. Ad esempio molte persone a tavola mangiano prima i cibi poco graditi, per poi gustarsi i cibi preferiti come una sorta di ricompensa. Tale meccanismo esiste anche nei bambini ma, considerando la loro difficoltà nel gestire gli impulsi, vanno educati. La gratificazione ritardata nei bambini è un meccanismo molto delicato, che va gestito con oculatezza poiché ha ripercussioni evidenti anche da adulti sull’autocontrollo e sulla fiducia in loro stessi. Sulla gratificazione ritardata dei bambini sono stati effettuati molti esperimenti e uno dei più famosi è quello dello psicologo Walter Mischel nel 1972, ribattezzato l’esperimento marshmallow.

La gratificazione ritardata nei bambini spiegata con l’esperimento marshmallow

L’esperimento di Mischel era molto semplice: ad un bambino di 4 anni veniva dato un marshmallow, dopodiché lo psicologo andava via per 15 minuti. Al bambino veniva spiegato che, se fosse riuscito a non mangiare il dolcino, gliene sarebbe stato dato un altro come premio. L’esperimento è stato condotto su un totale di 600 bambini.

Ebbene solo una piccola minoranza dei bambini aveva mangiato subito il dolcino, mentre una buona parte era riuscito a resistere per ottenere un premio maggiore in seguito, per l’appunto una gratificazione ritardata. Le strategie di autocontrollo erano delle più disparate: c’era chi si copriva gli occhi per non guardare o chi si girava per non avere sotto il naso per tutto il tempo il marshmallow.

Negli anni successivi quegli stessi bambini sono stati monitorati e i risultati sono stati molto interessanti. I bambini che erano riusciti a resistere alla tentazione di mangiare subito il dolcino, dimostrando un maggiore autocontrollo, hanno ottenuto migliori risultati a scuola, ma anche in ambito professionale e in altri aspetti della vita, come l’autostima e la fiducia in loro stessi.

Al contrario i bambini che non erano riusciti a controllare i loro desideri e avevano subito mangiato il dolcino, hanno avuto risultati scadenti a scuola e anche più incertezze nella vita. Va sottolineato che sulla capacità di autocontrollo dei bambini dipende molto anche il contesto sociale circostante. Se vivono in un ambiente con molti dubbi e incertezze, sono più inclini a cedere subito alle tentazioni, senza avere quindi grande capacità di autocontrollo.

Come migliorare l’autocontrollo dei bambini?

A questo punto sorge una domanda: è possibile allenare ed educare i bambini alla gratificazione ritardata? Sì certo e i genitori sono chiamati a fare la loro parte per insegnare ai loro figli ad autocontrollarsi e gestire i loro desideri.

Come? Con piccoli e semplici gesti. Ad esempio bisogna invitare i bambini a fare piccole faccende quotidiane, come rifare il letto, preparare la tavola o dare da mangiare ad un animale domestico. Basta mettere in pratica un semplice proverbio: “prima il dovere e poi il piacere”.

Inoltre non bisogna consentire ai bambini di accedere sempre e comunque ai dispositivi tecnologici, usati spesso come antidoto alla noia, ma piuttosto è consigliabile spingerli a fare giochi da tavolo o di movimento.

Si può insegnare ai bambini a collezionare punti con l’obiettivo di raggiungere un premio finale, così saranno più spronati a limitare i loro istinti e verranno responsabilizzati. Altro buon consiglio è quello di non aiutare i bambini ogni volta che sono in difficoltà, ma spronarli ad impegnarsi per trovare la soluzione. Piccoli consigli che aiutano i bambini a responsabilizzarsi già in tenera età e a diventare adulti disciplinati e con un’ottima capacità di autocontrollo.

Aprile 2, 2024/0 Commenti/da fracirfer
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Dott.ssa Sara Mengoni
Psicologia dell’età evolutiva
Psicologia Scolastica
Psicoterapia

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PEC: sara.mengoni@psypec.it

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