Il proprio bambino, in alcune fasi della vita, può manifestare disturbi e difficoltà piuttosto serie che richiedono l’intervento di uno psicologo infantile. Questa figura, anche tra gli adulti, viene spesso demonizzata, mentre invece si tratta di un professionista che aiuta ad affrontare meglio alcune criticità e problematiche che possono presentarsi in determinati periodi. Ma come preparare il bambino ad andare dallo psicologo? In questo articolo analizziamo punto per punto come muoversi per rendere l’incontro tra lo psicologo e il bambino sereno e individuare insieme le difficoltà del piccolo per affrontarle con gli strumenti più adeguati.
Come preparare il bambino ad andare dallo psicologo: cosa dire e cosa non dire
È preferibile che il primo incontro avvenga tra i genitori e lo psicologo senza il bambino. In questo modo il professionista può conoscere la storia del piccolo e capire quali sono le sue problematiche, così da avere già una panoramica generale della situazione. Serve inoltre la firma di entrambi i genitori, senza le quali lo psicologo non può vedere il minore.
Spesso i genitori, quando portano il bambino dallo psicologo, dicono che si tratta di un maestra o di un amico di mamma o di papà. Benché si tratti di una bugia a fin di bene, la cosa migliore sarebbe dirgli la verità. Il bambino vede quotidianamente le maestre e, se magari ha un rapporto conflittuale con la scuola, potrebbe sentirsi sotto esame. Inoltre non ha mai visto quella persona, quindi si chiede come sia possibile che si tratti di un amico di mamma o papà.
Chiaramente la verità va “addolcita” e, per evitare malumori o confusione, gli esperti suggeriscono di usare proprio la parola “psicologo infantile”. Ecco come rapportarsi in base alle diverse età:
- ai bambini che frequentano la scuola d’infanzia si può dire che questa persona è interessata ai suoi giochi e vorrebbe giocare con lui;
- ai bambini in età scolare, consapevoli delle difficoltà che incontrano, si può dire che questa persona potrà aiutarli a valorizzare i loro punti di forza e a stare meglio;
- con gli adolescenti bisogna motivare le scelte, facendo loro capire che l’interesse dei genitori è aiutarli a superare i problemi. L’adolescente si sentirà accolto e svilupperà un maggiore senso di autostima.
In ogni caso è consigliabile confrontarsi con lo psicologo per capire cosa dire al bambino e come prepararlo al primo incontro.
Cosa può fare lo psicologo per il bambino?
Lo psicologo deve tranquillizzare il bambino, garantendogli che non è lì per essere esaminato o visitato. Il professionista, conoscendo in anticipo le preferenze del piccolo, potrà preparare la stanza con i giochi che più gli piacciono, rendendo l’ambiente confortevole e tranquillizzante.
Dopo una fase iniziale di titubanza i bambini, soprattutto se lo psicologo tocca le corde giuste, si lasciano andare piuttosto velocemente e instaurano col professionista un rapporto di fiducia, proprio perché trovano uno spazio accogliente e a misura di bambino.
A volte il bambino ha già sentito parlare dello psicologo, magari in famiglia o alla scuola, e sviluppa dei pregiudizi credendo di essere matti. Lo psicologo deve spiegare che sono lì non perché giudicati deboli o matti ma, al contrario, sono considerati bambini forti che hanno il coraggio di affrontare le loro difficoltà e le loro paure.
I genitori devono comprendere che il problema non riguarda esclusivamente il bambino, ma tutta la famiglia, e quindi tutte le persone che circondano il minore devono lavorare insieme per aiutarlo a superare quel momento di difficoltà e riprendere il percorso di crescita in maniera serena.





