Sara Mengoni Psicologa
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Tag Archivio per: psicologo

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Come preparare il bambino ad andare dallo psicologo?

Come preparare il bambino ad andare dallo psicologo

Il proprio bambino, in alcune fasi della vita, può manifestare disturbi e difficoltà piuttosto serie che richiedono l’intervento di uno psicologo infantile. Questa figura, anche tra gli adulti, viene spesso demonizzata, mentre invece si tratta di un professionista che aiuta ad affrontare meglio alcune criticità e problematiche che possono presentarsi in determinati periodi. Ma come preparare il bambino ad andare dallo psicologo? In questo articolo analizziamo punto per punto come muoversi per rendere l’incontro tra lo psicologo e il bambino sereno e individuare insieme le difficoltà del piccolo per affrontarle con gli strumenti più adeguati.

Come preparare il bambino ad andare dallo psicologo: cosa dire e cosa non dire

È preferibile che il primo incontro avvenga tra i genitori e lo psicologo senza il bambino. In questo modo il professionista può conoscere la storia del piccolo e capire quali sono le sue problematiche, così da avere già una panoramica generale della situazione. Serve inoltre la firma di entrambi i genitori, senza le quali lo psicologo non può vedere il minore.

Spesso i genitori, quando portano il bambino dallo psicologo, dicono che si tratta di un maestra o di un amico di mamma o di papà. Benché si tratti di una bugia a fin di bene, la cosa migliore sarebbe dirgli la verità. Il bambino vede quotidianamente le maestre e, se magari ha un rapporto conflittuale con la scuola, potrebbe sentirsi sotto esame. Inoltre non ha mai visto quella persona, quindi si chiede come sia possibile che si tratti di un amico di mamma o papà.

Chiaramente la verità va “addolcita” e, per evitare malumori o confusione, gli esperti suggeriscono di usare proprio la parola “psicologo infantile”. Ecco come rapportarsi in base alle diverse età:

  • ai bambini che frequentano la scuola d’infanzia si può dire che questa persona è interessata ai suoi giochi e vorrebbe giocare con lui;
  • ai bambini in età scolare, consapevoli delle difficoltà che incontrano, si può dire che questa persona potrà aiutarli a valorizzare i loro punti di forza e a stare meglio;
  • con gli adolescenti bisogna motivare le scelte, facendo loro capire che l’interesse dei genitori è aiutarli a superare i problemi. L’adolescente si sentirà accolto e svilupperà un maggiore senso di autostima.

In ogni caso è consigliabile confrontarsi con lo psicologo per capire cosa dire al bambino e come prepararlo al primo incontro.

Cosa può fare lo psicologo per il bambino?

Lo psicologo deve tranquillizzare il bambino, garantendogli che non è lì per essere esaminato o visitato. Il professionista, conoscendo in anticipo le preferenze del piccolo, potrà preparare la stanza con i giochi che più gli piacciono, rendendo l’ambiente confortevole e tranquillizzante.

Dopo una fase iniziale di titubanza i bambini, soprattutto se lo psicologo tocca le corde giuste, si lasciano andare piuttosto velocemente e instaurano col professionista un rapporto di fiducia, proprio perché trovano uno spazio accogliente e a misura di bambino.

A volte il bambino ha già sentito parlare dello psicologo, magari in famiglia o alla scuola, e sviluppa dei pregiudizi credendo di essere matti. Lo psicologo deve spiegare che sono lì non perché giudicati deboli o matti ma, al contrario, sono considerati bambini forti che hanno il coraggio di affrontare le loro difficoltà e le loro paure.

I genitori devono comprendere che il problema non riguarda esclusivamente il bambino, ma tutta la famiglia, e quindi tutte le persone che circondano il minore devono lavorare insieme per aiutarlo a superare quel momento di difficoltà e riprendere il percorso di crescita in maniera serena.

Agosto 9, 2024/0 Commenti/da fracirfer
https://www.saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/08/Come-preparare-il-bambino-ad-andare-dallo-psicologo.jpg 1080 1080 fracirfer https://saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/02/logo.jpg fracirfer2024-08-09 06:01:592024-08-09 06:01:59Come preparare il bambino ad andare dallo psicologo?
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Educazione emotiva VS Bullismo

educazione emotiva bullismo

Il termine Bullismo ha origine dal termine Bullying, coniato dallo psicologo Dan Olweus, e sta ad indicare quelle prepotenze e attacchi aggressivi diretti verso una vittima particolare, incapace di difendersi in quanto in stato di inferiorità, per età, fisico, aspetti psicologici. Il bullo è perciò colui che sfrutta questa debolezza per ottenere una gratificazione concreta e di status.

Se pur con modalità diverse, il bullo e la vittima sono accomunati dalla mancanza di alfabetizzazione rispetto alle competenze socio-relazionali ed emozionali-affettive.

Il disturbo di personalità del bullo è infatti l’anaffettività, ovvero l’incapacità di empatia, che si traduce in cinismo, sadismo e che a volte può agire non direttamente, ma attraverso l’intimidazione, l’attacco alla dignità dell’altro, anche invitando altri ad agire al posto suo.

Il disturbo di personalità della vittima è la mancanza di autostima. Si dimostra di fatto più fragile e insicura tanto che fa più fatica a costruirsi una rete di amicizie, trovandosi così isolata e ai margini del gruppo. Spesso l’autostima è così bassa che è la vittima stessa a cercare il gruppo: meglio essere vittima che non essere visti.

Queste caratteristiche vengono colte dal bullo come adatte a farne il suo bersaglio. Esistono anche vittime provocatrici, che combinano in sé aspetti di ansia ed insicurezza ed aspetti di aggressività e si comportano in modo da provocare irritazione e tensione intorno a sé istigando a reazioni negative verso sé stesse.

Di fronte al dilagare di tale fenomeno è fondamentale oggigiorno che ci si adoperi per  una reale e concreta educazione affettiva-emotiva dei figli

In particolare è di fondamentale importanza:

  1. mentalizzare (tenere a mente) e verbalizzare(dare voce e parole) i loro stati affettivi
  2. aiutarli a canalizzare e gestire tali stati affettivi ed emotivi affinché possano integrarli in sé e via via imparare a farlo autonomamente
  3. avere una capacità di filtro protettivo e di commentare in modo emozionale fatti e notizie tratte dal vivo o in tv, di fronte a cui i bambini spesso posso reagire con indifferenza protettiva o con eccessiva eccitazione e conseguenti disturbi dell’attenzione  e nella gestione delle pulsioni.

Tutto questo, insieme ad un adeguato sostegno all’autostima, in una clima educativo e familiare improntato al rispetto dell’altro, consente al bambino uno sviluppo emozionale equilibrato ed integrato con lo sviluppo della mente razionale.

educazione emotiva bullismo

Novembre 11, 2018/0 Commenti/da admin
https://www.saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/01/educazione-emotiva-bullismo.webp 312 768 admin https://saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/02/logo.jpg admin2018-11-11 10:22:282024-02-06 15:20:54Educazione emotiva VS Bullismo
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Amore incondizionato

amore incondizionato

Amore incondizionato

Il messaggio che un bambino vuole ricevere di tanto in tanto, soprattutto in forma non verbale, nei fatti, è il seguente: “Sono contento di stare con te“. Più si è piccoli e più si ha bisogno di sentirsi accettati per quello che si è, capiti, sostenuti, guidati.

Sapere che c’è qualcuno che ci pensa e ci accetta senza condizioni, non soltanto quando siamo “buoni” o rendiamo a scuola, è un’esperienza fondamentale negli anni della prima infanzia che alimenta il senso di sicurezza personale.

Un bambino piccolo ha, in alcuni momenti, la percezione di essere vulnerabile, ma il fatto di sapere di essere “nella mente” di sua madre o di un’altra figura di attaccamento lo fa sentire forte, salvo ed invincibile e supera più facilmente un’esperienza traumatica se sa di poter approdare ad un porto approdare e ripararsi in un porto sicuro.

Ha anche bisogno, man mano che cresce, di sentire che le persone a cui è affezionato gli prestano attenzione, sono disponibili ad aiutarlo, gli accordano fiducia, gli riconoscono il diritto di occupare uno spazio nel mondo. Sentirsi parte di una comunità, di una famiglia, di un gruppo , è una sensazione che trasmette ottimismo, voglia di fare e di partecipare.

Tutto ciò non significa che gli adulti debbano cedere ai capricci: i bambini che hanno fiducia negli adulti con cui vivono possiedono, mano a mano che crescono, la forza di tollerare gli inevitabili dissensi e anche qualche critica “per il loro bene”.

Le regole infatti danno ai bambini un senso di sicurezza, e fanno loro sentire che i genitori hanno il controllo della situazione  e che sono attenti al loro benessere fisico e psicologico.

amore incondizionato

Febbraio 16, 2018/0 Commenti/da admin
https://www.saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/01/amore-incondizionato.webp 312 800 admin https://saramengonipsicologa.it/wp-content/uploads/2024/02/logo.jpg admin2018-02-16 19:52:392024-02-05 11:12:16Amore incondizionato

Se senti il bisogno di un primo confronto per tuo figlio o per la tua famiglia, puoi prenotare una breve telefonata conoscitiva.

La telefonata non è una consulenza psicologica, ma un primo contatto per comprendere la richiesta e valutare insieme il percorso più adatto.


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Dott.ssa Sara Mengoni
Psicologia dell’età evolutiva
Psicologia Scolastica
Psicoterapia

Partita IVA: 02752080420
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PEC: sara.mengoni@psypec.it

Telefono: +39 327 737 6218
Email: dr.saramengoni@gmail.com
Studio: Via Tito Speri 19 – Falconara (AN)

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