Creativi si nasce

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La parola “creatività” entra nel lessico italiano solo negli anni Cinquanta.
Nei secoli passati l’atto creativo era attribuito infatti esclusivamente alla divinità. Da questo si ritiene che essa sia ancora oggi una prerogativa di pochi eletti.
Ma è davvero così?

Che cosa significa creare?
La creatività è la capacità di scoprire rapporti tra idee, cose e situazioni producendo qualcosa di nuovo utile ed innovativo.
La creatività in questi termini si realizza in ogni ambito: dal ricercare un modo personale di lavorare, di parlare, di scrivere, di vestire, di arredare. È l’atto dell’evolvere che ha, quindi, le sue basi nel bisogno e nel piacere di evoluzione in ogni campo.

A cosa può servire una mente creativa?
L’essere creativi è un’ atteggiamento mentale basato sulla fiducia nella propria capacità osservativa della realtà, di discernere le proprie emozioni e pensieri in relazione agli eventi che la vita ci pone di fronte, con l’idea di poter progettare soluzioni e migliorare la qualità della propria e altrui vita.
La persona creativa esercita un maggiore controllo sulla propria vita percependo un maggiore senso di efficacia sociale sentendo di arricchire gli altri di un cambiamento positivo.
L’atteggiamento creativo ha quindi come risultato ultimo di migliorare la qualità della relazione con se stessi e con gli altri, fa sentire innovativi e vincenti e fa sentire di poter dare un contributo unico.

Formare una personalità creativa nei bambini si può?
Guilford (1967), De Bono (2007) e altri studiosi dell’intelligenza ritengono che la creatività sia associata ad una forma di pensiero che viene definito pensiero divergente così denominato proprio perché la sua caratteristica è quella di generare molte soluzioni, spesso insolite, per rispondere a problemi per i quali il pensiero convergente trova soluzioni standard, efficaci, ma scontate.
Uno dei primi compiti dei genitori e degli educatori è, dunque, quello di offrire al bambino, fin da piccolo delle opportunità per esprimere le proprie potenzialità. È importante permettergli di affermare la propria personalità che inizia a manifestarsi con i primi “no” all’ età di tre anni. Rispettare questo passaggio è fondamentale per riconoscere l’individualità del bambino e permettergli di sviluppare una propria personalità. Permettere ogni tanto delle piccole sbavature e trasgressioni alle regole sostiene il bambino nell’ affermazione del proprio Io come “essere” unico nel mondo.
È fondamentale inoltre che il bambino possa coltivare dei momenti dedicati esclusivamente al gioco libero, quindi meno strutturato, dove possa lasciarsi andare alla fantasia. È altrettanto fondamentale dare ascolto empatico che valorizzi il suo pensiero e condividere momenti in cui anche noi adulti, senza perdere di vista il nostro ruolo, possiamo lasciarci andare alla fantasia e a soluzioni meno convenzionali ma altrettanto valide.

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