Disturbo ossessivo compulsivo nei bambini
Il disturbo ossessivo compulsivo nei bambini è un fenomeno passeggero o un problema preoccupante da non sottovalutare? Il discorso è piuttosto ampio e lo approfondiamo in questo articolo per dare una risposta precisa.
Fino a poco tempo fa il disturbo ossessivo compulsivo, detto DOC, era considerato tipico dell’età adulta, ma molti studi hanno invece confermato che può manifestarsi in età adolescenziale e anche infantile.
Partiamo dal concetto che per i bambini ripetere alcune azioni fino allo sfinimento può essere normale entro certi limiti. Quasi ogni bambino, ad esempio, chiede più volte al papà o alla mamma di rileggere una favola appena terminata.
Le cause del disturbo ossessivo compulsivo nei bambini sono da ricercare nella necessità del piccolo di avere delle certezze e sentirsi più sicuro. Verso i 7 anni questi comportamenti dovrebbero gradualmente attenuarsi fino a scomparire.
I sintomi
Conoscere i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo nei bambini è fondamentale per capire quando si tratta di comportamenti fisiologici e quando patologici. Gli esperti ritengono che è opportuno preoccuparsi in due casi:
- quando i bambini hanno pensieri o comportamenti ripetitivi in circostanze inusuali;
- quando questi pensieri influiscono negativamente e in maniera persistente sul bambino, determinando un senso di frustrazione e anche un calo nel rendimento scolastico.
I sintomi ossessivi compulsivi in genere si palesano in concomitanza con eventi stressanti, come una bocciatura, l’inizio della scuola o altri problemi in famiglia e sono più frequenti la sera. Paura eccessiva dello sporco, terrore di farsi male o che si facciano male i propri cari e desiderio di avere tutto in perfetto ordine simmetrico sono alcuni dei sintomi più frequenti.
I bambini potrebbero posizionare le pantofoline prima di andare a dormire perfettamente allineate per contrastare efficacemente un ipotetico mostro che può uscire dall’armadio o da sotto il letto, oppure controllare più volte che la porta è chiusa a chiave per poter dormire sonni tranquilli.
Disturbo ossessivo compulsivo nei bambini: la cura
I genitori possono adottare delle contromisure e contenere questi comportamenti. La prima cosa che mamma e papà devono fare è prendere coscienza del problema del figlio e comprendere la natura del disturbo, che non è un semplice capriccio o una fissazione.
I bambini che soffrono di DOC sono consapevoli che i loro pensieri ossessivo-compulsivi e le loro preoccupazioni non sono reali, quindi se ne vergognano e possono compiere i loro cosiddetti “rituali” di nascosto per non essere considerati strani.
Se dovessero farlo, i genitori non devono sgridare i bambini, né tanto meno imporre con la forza di non compiere questi gesti. Non fare più i soliti rituali comporta una grave sofferenza per il bambino, che potrebbe reagire molto male facendo i capricci, chiudendosi in se stesso o, come detto, continuare a farli di nascosto.
In generale è importante creare attorno al piccolo un ambiente familiare sereno e tranquillo, cercando per quanto possibile di non esternare le proprie preoccupazioni che rischiano di ingigantire l’ansia del piccolo. Ascoltare senza dare giudizi o consigli è un’ottima contromisura per aiutare il bambino a superare questo disturbo. Bisogna essere comprensivi, ma assecondare sempre e comunque alcune richieste inaccettabili, come continuare a fare la doccia per ore, è comunque sbagliato.
Se i disturbi ossessivo-compulsivi dovessero protrarsi nel tempo, nonostante tutti gli accorgimenti, la cosa migliore è allora richiedere l’aiuto di un professionista qualificato con il coinvolgimento diretto del bambino.




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