Il gioco del bambino: cosa ci dice di lui
Per i bambini non c’è niente di più serio del gioco! Il gioco del bambino rappresenta infatti la sua massima espressione e lo aiuta ad apprendere, conoscere e codificare i comportamenti esterni. Il modo in cui un bambino gioca può fornire indicazioni molto importanti e, in alcuni casi, nascondere anche dei disagi. Ecco perché i genitori dovrebbero fare attenzione a come gioca il bambino.
Il gioco del bambino: quando bisogna preoccuparsi e quando no
Un bambino che si inventa diversi giochi, e che sa giocare sia da solo che in compagnia, vive un momento felice e sereno. Eventuali problemi a giocare da solo potrebbero invece rappresentare forme di disagio, ma solitamente transitorie. La stessa cosa vale se, al contrario, preferisce isolarsi e giocare da solo, senza la partecipazione di altri bambini. Questo comportamento potrebbe celare il timore dell’altro o la paura di affrontare situazioni nuove.
L’amico immaginario
Tra i 6 e gli 8 anni i bambini potrebbero inventarsi il cosiddetto amico immaginario, che può aiutare il piccolo a superare alcune paure o comunque una fase complessa della vita. I compagni di gioco immaginari possono comparire in occasione di cambiamenti importanti, come un trasloco o magari quando arriva un fratellino o una sorellina.
Dopo gli 8 anni iniziano a scomparire gradualmente, quando la situazione di difficoltà è stata metabolizzata o risolta. Chi vuole approfondire l’argomento può leggere l’articolo apposito che abbiamo realizzato sull’amico immaginario.
Bambini che non giocano per nulla
Come comportarsi invece quando i bambini non giocano per nulla, o comunque giocano molto poco? Questa situazione è sicuramente anomala e rappresenta un campanello d’allarme per i genitori.
Le circostanze possono essere molto varie: ci sono bambini che rifiutano alcune tipologie di gioco, altri che decidono di giocare solo se stimolati da specifici amichetti e altri ancora che preferiscono solo i giochi con regole fisse.
Spesso si tratta di bambini che, pur essendo maturi da un punto di vista intellettivo, hanno una fantasia limitata o fanno fatica ad entrare in contatto con le loro emozioni. Potrebbero avere scarsa fiducia in loro stessi e bisogna capire da dove nasce questo limite.
Giochi irrequieti e giochi aggressivi
Infine ci sono i giochi irrequieti e i giochi aggressivi, sui quali è bene soffermarsi un attimo.
I giochi irrequieti non vanno confusi con quelli di movimento, in quanto rappresentano una modalità di gioco frenetica e compulsiva. In realtà i bambini non si divertono con questi giochi, che infatti lasciano spesso a metà. Potrebbe trattarsi di bimbi iperattivi, che nascondono dentro di loro un forte stato di ansia e che cercano rassicurazione da parte degli adulti, perfino provocando punizioni.
E poi ci sono i giochi aggressivi, che possono essere quelli bellici con armi. I genitori tendono a demonizzare questi giochi, ma in realtà aiutano il bambino a sfogare la loro aggressività in modo ludico, senza far male a nessuno.
L’aggressività in qualche modo deve essere sfogata, quindi tanto vale far sfrenare i bambini con pistole giocattolo che non arrecano danni. Usare armi finte rappresenta anche la capacità di difendersi, quindi non è una buona idea proibire ai bambini l’uso di pistole giocattolo.
Qualunque sia il gioco scelto dal proprio figlio, è importante rapportarlo alla situazione familiare e adottare le contromisure necessarie per superare frustrazioni, stati d’ansia o cambiamenti che possono spaventare.




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