Social media e adolescenti: quali sono i rischi e come affrontarli

Social media e adolescenti

Social media e adolescenti: un binomio che può essere definito distruttivo? Forse distruttivo è un termine troppo estremo, ma sicuramente è un rapporto che va attentamente monitorato e attenzionato. Durante e dopo la pandemia c’è stato un vero e proprio boom dei social, dove molti adolescenti “vivono” confondendoli spesso con la vita reale. La dipendenza dai social è un rischio reale, quindi è opportuno comprendere come comportarsi per proteggere i propri figli dai rischi associati.

Social media e adolescenti: quali sono i pericoli?

Come detto la pandemia ha favorito la dipendenza dai social network, che consiste nel desiderio irrefrenabile di collegarsi e “scrollare” i social anche a discapito dello studio o di altre cose importanti, come le relazioni interpersonali.

Per certi versi i social hanno un meccanismo “diabolico”: gli algoritmi sono progettati per mostrare di continuo contenuti, foto e video che rientrano negli interessi dell’utente. E così basta un semplice “Mi piace” o un commento positivo per gratificare l’adolescente, che si sente amato o apprezzato, ma solo virtualmente.

La dipendenza da social porta ad altri effetti negativi, come l’alienazione dalla realtà o il “vamping”, cioè la pratica di navigare sui social di notte con evidenti conseguenze sulla qualità del sonno e sulla capacità di concentrazione.

É opportuno sottolineare che la dipendenza da social non sempre ha un’origine psicologica, ma ha una spiegazione “chimica”. Una notifica o un’interazione positiva scatena la dopamina, un neurotrasmettitore che viene rilasciato quando il cervello si aspetta una ricompensa o quando si riceve una gratificazione.

Tale dipendenza può portare a situazioni estremamente pericolose, come la depressione. Come riportato da uno studio pubblicato su “Italian Journal of Pediatrics”, nel periodo pandemico sono aumentati gli accessi al pronto soccorso di adolescenti per ideazione suicidaria, depressione e disturbi dell’alimentazione.

In tale contesto è opportuno intervenire con pratiche sane poiché la dipendenza dai social potrebbe diventare davvero difficile da gestire, soprattutto se si aspetta troppo tempo.

Come contrastare la dipendenza dai social?

Bisogna preoccuparsi se i figli passano molto tempo sui social? Non necessariamente, ma comunque è consigliabile monitorare la situazione e adottare delle contromisure.

Per combattere la dipendenza dai social bisogna “tornare al passato” e spingere i figli adolescenti a fare attività fisica all’aria aperta, piuttosto che starsene ore e ore chiusi in una stanza davanti ai social.

Non bisogna comunque demonizzare sempre e comunque i social che anzi, se usati correttamente, possono essere d’aiuto per la crescita dei figli adolescenti. L’APA (American Psychological Association) ha stilato un decalogo da seguire:

  1. incoraggiare opportunità sociali che favoriscono il sostegno sociale;
  2. usare le piattaforme in base alle capacità di sviluppo dei giovani;
  3. monitorare l’uso dei social nella prima adolescenza, per poi lasciare gradualmente autonomi i figli;
  4. ridurre la fruizione di contenuti che promuovono comportamenti violenti o illegali;
  5. minimizzare l’esposizione a situazioni di odio online o cyberbullismo;
  6. monitorare il comportamento dei figli e verificare se ci sono atteggiamenti anomali;
  7. limitare l’uso dei social media affinché non interferiscano nella qualità del sonno e nell’attività fisica;
  8. evitare il confronto sociale, soprattutto se si tratta di contenuti legati all’aspetto fisico;
  9. dare informazioni e regole precise sull’uso corretto dei social;
  10. investire nelle ricerche sugli effetti dei social media sullo sviluppo degli adolescenti.
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