Genitori e figli: cambiamenti nella relazione nella società moderna

Genitori e figli

Potremmo dire che oggi “non esistono più i genitori di una volta”, dal momento che è profondamente cambiato il rapporto tra genitori e figli. Un tempo i genitori erano autoritari, anche severi, la loro parola era legge e il rapporto con i figli era unilaterale. Oggi l’autorità ha lasciato spazio all’autorevolezza e i genitori sono più empatici con i figli, cercando di capire le loro reali esigenze ed essendo più morbidi nei loro confronti.

Un lavoro importante lo ha svolto la cosiddetta psicologia dei bambini, che mette al centro le necessità dei più piccoli per capire quali sono le loro problematiche e quali strumenti e comportamenti adottare per garantire loro una crescita più sana.

Com’è cambiato oggi il rapporto tra genitori e figli?

La famiglia tradizionale, dove comandava il padre-famiglia quasi senza diritto di replica dei figli che dovevano ubbidire sommessamente, è stata gradualmente sostituita da una famiglia autorevole ma affettiva, che presta più attenzione all’emotività dei più piccoli.

I genitori dettano sempre le regole da seguire, ma lo fanno in maniera più morbida e tramite il dialogo, strumento fondamentale per far capire ai bambini perché una cosa non si può fare. Il confronto è un altro fattore determinante per costruire un rapporto aperto e sincero, senza imposizioni che rischiano di allontanare i figli dai genitori.

Quali sono i rischi?

Il rapporto genitori-figli negli ultimi anni ha subito una piccola rivoluzione e, quando le cose cambiano così radicalmente, ci sono dei rischi da affrontare.

Il pericolo più evidente è che il figlio non veda nel genitore una figura autorevole, quanto piuttosto un amico. Questo è un rischio assolutamente da scongiurare, altrimenti il padre o la madre possono perdere la loro funzione di guida e di educatore. Un’eccessiva confidenza paradossalmente rende il bambino troppo libero di fare ciò che vuole, col rischio di non riuscire a trovare la sua autonomia. Sta ai genitori definire bene i confini di questo rapporto: va bene essere comprensivi e anche complici, purché si mantenga l’autorevolezza necessaria per svolgere il compito di educatori.

Ci sono delle trappole anche per i genitori, che rischiano di identificarsi nei loro figli e magari rivivere in loro, senza accettare la loro individualità o ignorando i loro desideri. Magari possono imporre ai figli di fare ciò in cui loro hanno fallito, ma quello potrebbe non essere il desiderio dei figli.

Questo rischio è ancora più accentuato nelle famiglie moderne, che spesso hanno un figlio unico sul quale si riversa tutta l’attenzione dei genitori. Insomma l’amore genitoriale per certi versi rischia di essere quasi soffocante, impedendo al bambino di esprimere la sua personalità e di trovare la sua autonomia per autodeterminarsi e autorealizzarsi un giorno. I genitori devono quindi darsi un freno e non essere troppo presenti, per non dire troppo invadenti, nella vita dei figli, come una presenza costante ma discreta.

Mamma e papà: due figure intercambiabili?

Infine, va fatta un’ultima considerazione relativa al ruolo della madre e del padre. Oggi, il ruolo dei genitori è più flessibile e meno rigido nella gestione delle funzioni genitoriali. Questo cambiamento è determinato dal fatto che sempre più madri lavorano fuori casa e sempre più padri si occupano delle faccende domestiche e della cura dei figli.

Tuttavia, è importante tenere a mente che, dal punto di vista culturale, esistono ancora alcune differenze nell’identità genitoriale. Tradizionalmente, la figura materna è maggiormente associata alla cura e all’accudimento, mentre quella paterna è più orientata verso la definizione delle regole, la gestione dei limiti e l’introduzione alla realtà esterna. Pur nella flessibilità dei ruoli moderni, riconoscere queste specificità può aiutare a garantire un equilibrio armonioso nell’educazione dei figli.

Foto: Pixabay

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